L’eresia di Leonardo Sciascia

Comunque l’eresia è di per sé una grande cosa,

e colui che difende la propria eresia è sempre

un uomo che tiene alta la dignità dell’uomo.

Bisogna essere eretici, rischiare di essere eretici, se no è finita.

Voi avete visto che non è stata soltanto la Chiesa cattolica

ad avere paura delle eresie. È stato anche il Partito Comunista dell’URSS

ad avere paura dell’eresia, e c’è sempre nel potere

che si costituisce in fanatismo questa paura dell’eresia.

Allora ogni uomo, ognuno di noi, per essere libero,

per essere fedele alla propria dignità, deve essere sempre un eretico.

Leonardo Sciascia

 

 

 

Sogno di una notte

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sogno di una notte,

una notte cosi per caso,  i  bambini dall’America alla Cina, presi da un’energia  misteriosa ma positiva, si alzarono dai loro letti, e come guidati da un progetto preparato nei minimi particolari, si organizzarono  in piccoli gruppi, tutti con compiti precisi. Il gruppo energia si mise all’opera e riuscì a spegnere tutte le centrali elettriche del mondo, il gruppo ricchezza entro nei caveau di tutto il mondo,e trafugò tutti le ricchezze facendone  un enorme falò, qualcosa di mia visto prima, la luce si vide fin nello spazio, nel frattempo il gruppo libertà riuscì a liberare tutti gli animali tenuti in gabbia, e a riportarli nel loro habitat naturale.  facendoli tornare a nuova vita.  il gruppo sapienza distrusse tutta lo scibile umano scritto e scoperto fino ad allora.  il gruppo byte fece fuori le reti internet.  il gruppo terra smantello tutti i pozzi di petrolio, e fece saltare miniere di diamanti, oro, uranio. Alla fine di questo sforzo immenso, mentre sopraggiungeva l’alba,  tutti tornarono ad accucciarsi, nei loro letti,  come se nulla fosse.

Arrivò il mattino e col mattino arrivò il caos.

I primi adulti che fecero per accendere la luce del bagno o la tv, schiacciando il pulsante, e accorgendosi che non accadeva nulla,furono presi dal panico. Altri adulti resteranno a guardare increduli, il bancomat, era ancora in funzione grazie alla batteria di riserva,  aveva una scritta sinistra:  ‘’OUT OF ORDER’’  ‘’NO MONEY FOUND’’ , lo stesso successe ai distributori di benzina. Dopo i primi attimi di smarrimento e di paura, la maggior parte degli uomini fu presa dall’isteria e dalla paura,distruggendo tutto, si ammazzarono anche tra di loro.chi potè, si rifiugiò nelle campagne. Chi non sapeva deve scappare,fu costretto a subire le violenze.

Le forze dell’ordine non sapendo come arginare quella massa umana,preferirono non intervenire, e guardare  la follia umana in tutte le sue espressioni, iniziarono gli  atti di vandalismo e di saccheggio, per accaparrarsi l’ultimo litro di benzina, o l’ultima batteria rimasta nei supermarket .

Le violenze e i saccheggi andarono avanti per una settimana, le città erano in fiamme,  Agli angoli delle strade si contavano cataste di cadaveri, e già iniziavano le prime epidemie di colera e di tifo.  gli ospedali erano pieni di feriti,  non si trovava più un’aspirina, si curava tutti alla meno peggio. Durante l’ennesima guerriglia urbana, e scontri fratricidi, si udì l’urlo straziante di una donna

 

–          I bambini? I nostri figli dove sono?

 

L’urlo fu udito e ribattuto da un’altra donna e poi da un’altra ancora, fino a sommergere il chiasso dei tumulti. Tanto che riuscirono a fermarli. Nel giro di qualche minuto si fermarono tutti, assaliti da un senso di vuoto e di sgomento.

Presi in pieno dalla violenza e dall’odio si erano scordati dei propri, figli.

Bastò  un attimo e lasciarono perdere gli scontri, e la lucida follia, per correre  a casa.

Arrivati a casa non trovarono nessuno, neanche il più piccolo dei neonati, così un altro pensiero cupo assali la mente dei rivoltosi,

 

‘’ e se qualcuno ha ucciso tutti i nostri figli’’ mentre eravamo distratti dalla barbarie,  si chiedevano smarriti guardandosi tra di loro

Non si persero d’animo e li iniziarono a cercare i bambini, cosi ci fu chi corse verso il parco giochi, ma le altalene erano vuote, e senza vocio dei bambini, quel posto  emetteva una tristezza mai sentita prima.

Dopo fu la volta del campetto di calcio, ma anche qui c’era solo il vento a far rumore, andarono verso l’unica gelateria rimasta in piedi, ma niente. Girano tutta la città in lungo e in largo. Giorno e notte per una settimana.

Al tramonto dell’ottavo giorno ormai persi e senza speranza, in lontananza videro un cane che passo dopo passo si avvicinava. Tutti ebbero la strana sensazione che quel cane avesse qualcosa da dire, ed infatti si fermò davanti ai piedi di un uomo, guardandolo dall’alto in basso, poi si girò di spalle, per farsi seguire, senza esitazione quella massa umana, segui il cane. Per venti, interminabili km. Fino a quando non sporsero una collina. Passata la collina, si trovarono di fronte ad uno spettacolo, mai visto prima, i loro figli, quei piccoli cuccioli d’uomo si erano organizzati. Dando inizio al gruppo VITA , avevano costruito  un piccolo insediamento di casette semplici, fatte di legno, si cibavano con quello che offriva madre natura, senza uccidere o rubare vita, imparavano giocando, senza nessun adulto ad impartire ordini ,  vivevano in armonia.  Gli adulti, così sapienti e così razionali, non poterono  far altro che adeguarsi.