Fuga

 

 

 

 

 

 

Jack si ritrovò  in mezzo al deserto, solo in compagnia di 10 Marlboro, della sua Mustang del ’67 e 500 dollari. Scappava da tutto e dal niente. Scappava da Sally  un altro dei suoi amori finiti male, stavolta colpa di lei trovata sul letto di un altro. Scappava  dal lavoro infame , al quale era costretto dopo aver servito la Patria e 2 medaglie sul petto, puliva le stanze di un albergo di ultima categoria, ritrovo delle donne di vita,tossici e fottuti dalla vita. Correva quella Mustang nella notte del deserto illuminata dalla luna, alla radio davano ‘’Purple Rain’’ e a Jack si accese un mezzo sorriso ad un tratto la mente tornò a 10 anni prima a quell’estate dopo il diploma e alla storia con Mary, media altezza,occhiali quadrati,occhi verdi e bruna,la macchina andava e lui come rimandato indietro nel tempo ripensò alla sera del primo bacio, la prima bevuta,  la prima notte d’amore che d’amore non fu, ma fu riempita di sorrisi risate e imbarazzi, perché gli tremavano cosi tanto le gambe e praticamente non riuscì a combinare nulla, all’estate passata al lago e i tuffi dallo scoglio.

‘’si, che era vita’’ esclamò

la mente continua a volare alla notte in cui finalmente divenne uomo, nel frattempo si accese una Marlboro sussurrò ‘’ecco siamo a 9 non so quando dura il viaggio ‘’. I viaggi nel tempo furono interrotti  da un coyote che attraversò la strada e bruscamente lo riportò alla realtà,  per evitarlo sterzo bruscamente , fece un paio di testa coda fortunatamente  riuscì a fermarsi senza danni.

Scese dalla macchina,tremando, fisso la luna, si fece una lunga pisciata, si prese a schiaffi, ordinando a se stesso di stare più attento e di non volare via coi ricordi stava per rimetterci la pelle.

Dopo che gli passò la strizza e diede un sorso alla birra trovata per caso cercando l’acqua,si rimise in macchina e ripartì, si accese un’altra sigaretta ‘’cazzo sette’’  la mente per un attimo ritornò a Mary  e si chiese ‘’ alla fine cosa cazzo mi frega di Mary 10 anni che non la sento più , a quest’ora avrà una vita triste sposata con 5 figli’’ sapeva che mentiva a se stesso, ma era l’unico modo per sentirsi migliore di qualcuno.

Passavano uno dietro l’altro i cartelli con i nomi delle cittadine più strane e i km scorrevano via come bicchieri d’acqua allo stesso modo la benzina e le ore.

Da quando era partito, aveva lasciato dietro di se  400 km  di autostrada ed erano le 2 del mattino, l’unico essere vivente incontrato era il coyote che lo aveva mandato quasi al Creatore, e l’unica compagnia era il repertorio di Prince.

Non aveva mai sofferto di solitudine o di nostalgia, quella notte si sentiva solo, senza un’idea e tremendamente triste. Gli mancava Sally anche se l’aveva pugnalato alle spalle, gli mancavano i suoi compagni d’armi, i suoi amici d’infanzia e soprattutto la vita che aveva sempre sognato che si scontrava con la vuota realtà di tutti i giorni. Immerso di nuovo nei suoi pensieri ripensando a tutto quello che era e non poteva essere, macinava kilometri e l’orologio segnava le 3.15, e con le ultime 5 Marlboro e quasi imprecava.

Si fermò,  da un lato la roccia della montagna e dall’altro uno strapiombo di 500 metri. Scese della macchina, si sedette sul cofano davanti. Stanco, assonnato e con un flebile speranza si teneva la testa tra le  mani e:

‘’tra un po’ sarà l’alba , e io non voglio tornare indietro,perché indietro non si torna, non si può. Ormai è finito tutto,non avevo più ragione restare in quel posto, alla fine mi era fidato di una persona e mi aveva tradito,ferito a morte la troia. Non ho più un cazzo di amico o tutti morti in qualche infame guerra e i pochi rimasti a combattere con i loro guai ‘’

‘’che fare?’’ si domandava incessantemente da quando si era dato alla fuga, come  un tarlo che gli bucava la mente in quell’istante ricordò una frase di  mamma Rose, gli ripeteva sempre per rincuoralo ‘’ qualunque decisione prendi è perfetta perché è la tua’’

Si rimise in macchina indeciso se fermarsi nel primo posto con un bel nome o proseguire fino a quando non restava a secco e mancava poco.

Una curva e poi un rettilineo e stava albeggiando e lui andava veloce, la coda dell’occhio andò sul ciglio della strada.  Là ferma c’era una ragazza sulla trentina,bionda, vestita alla moda  e con un’aria scazzata,provocatoria  e un po’ di speranza.

Jack tirò una frenata, mise la retromarcia e la raggiunse:

‘’ ciao dove vai?’’

–          ‘’ sei cretino o cosa? Non sai leggere il cartello?’’

‘’ io leggo L.A.S. o è il Laos o intendi Los Angeles! ‘’

con un sorriso di chi ti prende in giro e vuole provocarti

– ’Andavo di fretta, comunque è Los Angeles e io sono MaryJane’’

”diretta e senza peli sulla lingua, mi piace;  piacere Jack,  scappi o viaggio on the road?’’

–  ‘’metà e metà,tu”?  ”gli uomini tutti bastardi e senza palle’’  sussurrò

‘’potrei dire lo stesso di molte donne, comunque io scappo e vado di fretta’’

– ‘’allora potremmo andare d’accordo, tu dove saresti diretto?’’

‘’senza meta, ma ora che ho visto quel cartello credo che mi fermerò li,forse è un segno o voglio credere che sia così’’

Jack e MaryJane in un paio d’ore si raccontarono quasi tutta la loro vita, tra tradimenti,promesse non mantenute, fallimenti;  capirono che tra loro e benedetti dalla luce dell’alba era nato qualcosa, che andava più in là della semplicemente attrazione fisica o del momento.  Quelle esperienze fatte  lontano miglia e miglia di distanza, li faceva sentire vicini, simili,  che avevano qualcosa da dividere e sui cui ricominciare,e  per qualche strano  scherzo del destino si erano incontrati.