“Un Uomo” di Oriana Fallaci

Forse non ero innamorata di te, o non volevo esserlo, forse non ero gelosa di te, o non volevo esserlo, forse m’ero detta un mucchio di verità e menzogne ma una cosa era certa: ti amavo come non avevo mai amato una creatura al mondo, come non avrei mai amato nessuno. Una volta avevo scritto che l’amore non esiste e se esiste è un imbroglio: che significa amare?…Ti amavo, perdio. Ti amavo al punto di non poter sopportare l’idea di ferirti, pur essendo ferita, di tradirti pur essendo tradita, e amandoti amavo i tuoi difetti, le tue colpe, i tuoi errori, le tue bugie, le tue bruttezze, le tue miserie, le tue volgarità, le tue contraddizioni, il tuo corpo con le sue spalle troppo tonde, le sue braccia troppo corte, le sue mani troppo tozze, le sue unghie strappate. […] E forse il tuo carattere non mi piaceva, né il tuo modo di comportarti, però ti amavo di un amore più forte del desiderio, più cieco della gelosia: a tal punto implacabile, a tal punto inguaribile, che ormai non potevo più concepire la vita senza di te. […] E l’amore esisteva, non era un imbroglio, era piuttosto una malattia, e di tale malattia potevo elencare tutti i segni, i fenomeni. […]
Ma un amore simile non era neanche una malattia, era un cancro! Un cancro. Come un cancro che a poco a poco invade gli organi col suo moltiplicarsi di cellule, il suo plasma vischioso di male, e più cresce più divieni cosciente del fatto che nessuna medicina può arrestarlo, nessun intervento chirurgico può asportarlo, forse sarebbe stato possibile quand’era un granellino di sabbia, un chicco di riso, una voce che grida egò s’agapò, un amplesso mentre il vento fruscia tra i rami d’olivo, ora invece non è possibile perché ti ruba ogni organo, ogni tessuto, ti divora al punto che non sei più te stessa.[…]…così il cancro aveva proseguito il suo corso per dimostrarmi che amare significa soffrire, che l’unico modo per non soffrire è non amare, che nei casi in cui non puoi fare a meno di amare sei destinato a soccombere. In altre parole il mio problema era insolubile, la mia sopravvivenza impossibile, e la fuga non serviva a nulla….
brano tratto da “Un Uomo” di  Oriana Fallaci

E se Dio fosse bionda e con gli occhi azzurri


La dittatura degli uomini è così antica, forte ed inizia con la parola. Si dice uomo per definire uomo e donna, figlio per figlio e figlia. Si dice bambino per dire bambino e bambina.
Anche il primo essere, nell’immaginario collettivo, fu un uomo “Adamo” a cui fu data Eva solo per divertirlo e da cui sarebbe nato il peccato,ma forse, ‘’nacque una splendida virtù: la disobbedienza.
Tutta la storia è fatta ad uso e consumo del maschio, da Promoteo che inventò il fuoco. Poteva anche essere una donna, Promotea! Ci avete mai pensato? Icaro poteva essere un’Icara che sfidò il sole e il cielo; e poi un Uomo che fa tutto.  Un uomo non può crescere dentro di sé un’altra vita, non può farsi da uno diventare due. non è che essere uomo sia meno facile o affascinante, ma non si può relegare la donna solo al ruolo di balia o levatrice, è ingiusto.  Se iniziassimo a declinare anche Dio al femminile , cioè Dea e magari giovane bella e bionda come l’allegoria della vita e dell’abbondanza, d’altronde un uomo non può partorire.
Tutta la storia di questi milioni di anni è tanto mistificata e distorta solo per affermare il dominio del maschio e relegare la donna a un ruolo complementare ad uso e consumo dei primi.
Per tramandare quella tirannia che ha inizio dentro le caverne e continua ancora oggi.
Già definendo uomo e donna si tracciano confini e si è già prestabilito quale ruolo questa società ha riservato ad ognuno dei due sessi, sarebbe più giusto usare “persona” per definire quei contenitori di vita, di fantasia, di idee e capaci di azioni magnifiche e spregevoli allo stesso tempo.
E se Dio fosse bionda e con gli occhi azzurri?

 

Johnny Spata

Polvere da sparo

Il testo che leggerete qui sotto è scritto da Paolo Persichetti, matricola penale n. EE010201071,
detenuto nella Casa di Reclusione di Rebibbia, Sezione Semiliberi, Terzo piano, cella 17,
blog Insorgenze.
Scrive a Vauro, che ultimamente degenera di giorno in giorno, e che oggi ha inaugurato la sua collaborazione con il FattoQuotidiano, superando in squallore le precedenti uscite su Il Manifesto
[per leggere altro sulle vignette di Vauro: QUI]

Guardare e vedere a volte sono cose diverse. Tutti noi guardiamo ma non sempre vediamo la stessa cosa. Per esempio questa vignetta di Vauro Senesi che ha inaugurato stamani la sua collaborazione con il Fatto quotidiano, l’organo del partito giustizalista italiano, i manettari per farla breve, dopo aver lasciato di corsa il manifesto come i topi che fuggono dalla nave che affonda.
Vauro ora è nel suo ambiente naturale, come già lo era con Anno zero; da anni le…

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Segreto di famiglia? Te lo dico io il segreto di famiglia……

Non posto questo articolo e il conseguente video  per l’atto sessuale  in sé, ma come paradigma dei rapporti sociale.  Nella crudezza dell’atto simbolico cioè la sodomizzazione, viene fuori tutta la difficoltà e la drammaticità dei rapporti sociali e umani dentro e fuori la famiglia  in tutto quello che viene insegnato a parole e esempi nel primo nucleo sociale cioé la famiglia. io sono per l’abolizione della famiglia di tutte le forme di famiglie siano esse patriarcali, matriarcali o di qual si voglia forma e metodo, sono perché i bimbi non ancora indottrinati con idee e morali  anacronistiche siano fatti crescere in totale libertà e che gli adulti provvedino solo ai bisogni primari del bimbo e nulla più. Così che in piena libertà si formino una propria idea di morale e una propria visione del mondo, che sviluppino rapporti sociali senza essere filtrati dai razzismi e dai pregiudizi inculcati dagli adulti

”Segreto di famiglia? Te lo dico io il segreto di famiglia. […] Voglio farti un discorso sulla famiglia: quella santa istituzione inventata per educare i selvaggi alla virtù… E adesso ripeti insieme a me […]: santa famiglia, sacrario di buoni cittadini, dove i bambini sono torturati finché non dicono la prima bugia, dove la volontà è spezzata dalla repressione, la libertà è assassinata dall’egoismo”…

 

 

 

Le ”rivoluzioni” con l’Iphone

 

 

 

 

 

Ciclicamente in Italia torna l’autunno caldo e con esso le proteste di piazza di precari,disoccupati,studenti e tra loro comunisti e  presunti tali, anarco qualchecosa, e anche nullafacenti e  chi si trova a passare di lì e si unisce alla massa così perché non sa che fare,tutte sacrosante ci mancherebbe; però  in questi ultimi mesi in Italia si difende il posto di lavoro in un una miniera, uno con un cervello normale dovrebbe balzare sulla sedia e restare a bocca aperta e chiedere come sia possibile che nel 2012 in Italia si difenda il posto di lavoro sottoterra?!  come al solito le proteste subito strumentalizzate  da pseudo sindacalisti e pseudopolitici che in questi anni hanno continuato  a proteggere i soliti ed appoggiare le peggiori politiche neoliberiste mai viste. Io vorrei chiedere a questi signori  che evidentemente arrivano dalla luna ‘’ci mandereste mai un vostro figlio a lavoro dentro una caverna? O in un petrolchimico?  La risposta sarebbe del tipo ‘’no, però’’  no però nel terzo millennio in un Paese occidentale non si può barattare la vita per il lavoro, semmai come hanno fatto in altre parte  del c.d. primo mondo trovare altre vie di sviluppo, dare il via a una riconversione industriale che non sia dannosa né per l’ambiente né per i lavoratori ma chiedere queste imprese a gente che ragiona con schemi da anni ’50 è come chiedere ad una tartaruga di fare i 100m  in 9 secondi netti.

Poi ci sono gli anticapitalisti  che manifestano con l’Iphone,le nike,l’ultimo paio di roy rogers e le raybean, però si indignano per gli operai cinesi sfruttati e sottopagati delle apple, per i bambini che fanno le scarpe, per i lavoratori turchi o arabi che si beccano il cancro per ‘’sabbiare’’ il loro jeans alla moda.  voi non siete contro il sistema a voi il sistema piace e lo tenete in piedi,perché non sapete  farne a meno.

Poi ci sono gli studenti che vanno a chiedere diritti a chi la sera prima glieli ha tagliati,tolti,negati, come si fa a ragionare così. Chiedere al potere di essere umano, è come chiedere al boia la grazia,  naturalmente non ve la concederà.  Voi che siete tutti omologati, voi che vi fate guidare da giornalaccii mainstream, e dal pensiero unico forse non avete mai letto o sentito di gente come Pasolini,Brecht,Carmelo Bene, se non per qualche frase postata a cazzo su fb o da qualche altra parte, io vi consiglio umilmente di farlo.  NON SIATE MASSA SIATE UNICI

tempi bui

Va di moda il legalitarismo , la richiesta di manette per tutto e tutti per chi non rispetta l’ordine costituito, per il politico presunto ladro si invoca subito la galera, la gogna, il patibolo, come se quel politico fosse arrivato da saturno o da urano, ma vi siete mai chiesti se la cosiddetta Casta sia diretta espressione del popolo che invece di pretendere i propri diritti garantiti dalle legge e dalla Costituzione, si lascia convincere a cercare scorciatoie,  favoritismi,  raccomandazioni, a forza di chiedere la ghigliottina il potere ve la dà ma si ritorce sempre e comunque verso gli ultimi verso chi ruba un tozzo di pane per mangiare, quindi cari cittadini antisistema pensateci prima di invocare la galera per chiunque.  Io preferisco restare tra gli ultimi, tra chi non ce la fa. Tra buoni e cattivi scelgo i vinti ora e sempre saranno la mai Patria, dovrei lasciarli con una frase modaiala non ci riesco, preferisco dirvi provate a essere civili e se ci riuscite umili

tra le dita

 

 

 

aveva ancora il suo profumo

tra le dita,le annusava e non riusciva a smettere

si riempiva di quel profumo, ne godevano i sensi

la fantasia che lo faceva tornare su quel letto azzurro

a rivedere i suoi capelli neri,i suoi occhi il suo corpo

liscio e mozzafiato che profuma di rose e pesco

la sensazione di estate che riesce a trasmettere

assieme alla tranquillità di aver trovato una complice

qualcuna con cui capirsi semplicemente guardandosi

negli occhi senza aprir bocca sentirsi sicuro

stretto tra il petto e l’anima

anche se era per quella notte

o poco più

ma stava già meglio