ho perso le chiavi di casa

Hai perso un braccio, una gamba

E ancora spruzzano sangue e bruciano

e ti sei trasformato in un vuoto fatto di nulla

vuoto che navighi  con una barca bucata e senza vela

e affondi e non vuoi far nulla per salvarti

Sei diventato un pezzo di carne e tutto è un tormento

respirare, parlare con qualcuno, incrociare lo sguardo

la sensazione di gioia che ti dava quella canzone

i brividi su per la schiena, ormai son svaniti

assieme a lei  e vorresti cancellare tutto e non puoi

tornare indietro e fermare quell’attimo per l’eternità

Credi di vivere, anche se sei morto dentro,ma sai che è  una sconfitta crudele

il più amaro dei veleni e non avresti mai voluto

Ti muovi si per andare da qualche parte ma è tutto vuoto e inutile

Inizi a navigare , prendi il largo ma l’unico faro che vorresti non lo trovi

Aspetti di incontrarla in un angolo di mare ad aspettarti , ti  illudi

che possa essere  non è e non sarà, sei in cerca di una parvenza di felicità

ma quella  è insostituibile, quegli occhi, quella voce,quel profumo

non li ha nessun’altra, pensi che forse li troverai  in un’altra

ti odi ti è crollato il mondo addosso si è spento il sole

Ed  inizia l’inferno ti ritrovi a fare  quello che non vuoi

A vivere una  vita che non ti appartiene

ch va avanti  anche il giorno dopo,

e l’altro ancora e quelli a venire

come un mare in tempesta che ti travolge

e tu non hai la forza di reagire

e sei ferito, avvelenato, perché è finito un sogno

non serve più cercarme un altro, ormai hai perso la tua realtà

e non ti fai più domande o illusioni e parole da spendere

la vita sa di incubo anche se fuori c’è il sole

ma dentro il cielo è tramontato

Polvere da sparo

Oggi provo ad aprire questo blog con un istante in più di tempo del solito,
Che ormai anche aggiornare questa pagina sembra diventato un gran lusso…
E allora prendo un post comparso da qualche ora su Femminismo A Sud, lo prendo così com’è, senza aggiungere una sola parola perché non ce la faccio, perché tutto ciò non smette di sconcertarmi,
no.
Non quello che riguarda il nostro corpo, non quella violenza cieca da stupratori, non quel che ne segue,
tra le chiacchiere della tanto brava gente, tra le donne pronte a condannare, tra chi tira fuori i distinguo, chi conta i centimetri delle gonne, chi decide chi è puttana e chi no, chi è solo rumena, chi è santa, chi è uno straccio da scoparsi e poi magari da dar fuoco.
Perché Michela, in fin di vita dopo che un balordo l’ha “appicciata”, è stata stuprata da ogni italiano…

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Sarà vita e avrà le tue labbra

 

Un senso di voragine dentro…

Un buco nello stomaco

Per riempirlo non basta

Una colata di cemento e

Qualche litro di J.D

Servito secco quanto basta per tenere

Acceso il fuoco che ti scava dentro

Lentamente sale verso

Il cuore  verso la mente

E tu ci balli in mezzo

E non ti smuovi da lì

Nulla riesce a toglierti da lì

Con  la paura che tu non ci sia più

Con un piccolo vento di speranza

Di vederti di nuovo

Guardarti negli occhi ,non dire nulla,

darti un abbraccio

storia diversa per gente normale

storia comune per gente speciale

ora che guardiamo la stessa luna

e siamo così lontani

 

Fuga

 

 

 

 

 

 

Jack si ritrovò  in mezzo al deserto, solo in compagnia di 10 Marlboro, della sua Mustang del ’67 e 500 dollari. Scappava da tutto e dal niente. Scappava da Sally  un altro dei suoi amori finiti male, stavolta colpa di lei trovata sul letto di un altro. Scappava  dal lavoro infame , al quale era costretto dopo aver servito la Patria e 2 medaglie sul petto, puliva le stanze di un albergo di ultima categoria, ritrovo delle donne di vita,tossici e fottuti dalla vita. Correva quella Mustang nella notte del deserto illuminata dalla luna, alla radio davano ‘’Purple Rain’’ e a Jack si accese un mezzo sorriso ad un tratto la mente tornò a 10 anni prima a quell’estate dopo il diploma e alla storia con Mary, media altezza,occhiali quadrati,occhi verdi e bruna,la macchina andava e lui come rimandato indietro nel tempo ripensò alla sera del primo bacio, la prima bevuta,  la prima notte d’amore che d’amore non fu, ma fu riempita di sorrisi risate e imbarazzi, perché gli tremavano cosi tanto le gambe e praticamente non riuscì a combinare nulla, all’estate passata al lago e i tuffi dallo scoglio.

‘’si, che era vita’’ esclamò

la mente continua a volare alla notte in cui finalmente divenne uomo, nel frattempo si accese una Marlboro sussurrò ‘’ecco siamo a 9 non so quando dura il viaggio ‘’. I viaggi nel tempo furono interrotti  da un coyote che attraversò la strada e bruscamente lo riportò alla realtà,  per evitarlo sterzo bruscamente , fece un paio di testa coda fortunatamente  riuscì a fermarsi senza danni.

Scese dalla macchina,tremando, fisso la luna, si fece una lunga pisciata, si prese a schiaffi, ordinando a se stesso di stare più attento e di non volare via coi ricordi stava per rimetterci la pelle.

Dopo che gli passò la strizza e diede un sorso alla birra trovata per caso cercando l’acqua,si rimise in macchina e ripartì, si accese un’altra sigaretta ‘’cazzo sette’’  la mente per un attimo ritornò a Mary  e si chiese ‘’ alla fine cosa cazzo mi frega di Mary 10 anni che non la sento più , a quest’ora avrà una vita triste sposata con 5 figli’’ sapeva che mentiva a se stesso, ma era l’unico modo per sentirsi migliore di qualcuno.

Passavano uno dietro l’altro i cartelli con i nomi delle cittadine più strane e i km scorrevano via come bicchieri d’acqua allo stesso modo la benzina e le ore.

Da quando era partito, aveva lasciato dietro di se  400 km  di autostrada ed erano le 2 del mattino, l’unico essere vivente incontrato era il coyote che lo aveva mandato quasi al Creatore, e l’unica compagnia era il repertorio di Prince.

Non aveva mai sofferto di solitudine o di nostalgia, quella notte si sentiva solo, senza un’idea e tremendamente triste. Gli mancava Sally anche se l’aveva pugnalato alle spalle, gli mancavano i suoi compagni d’armi, i suoi amici d’infanzia e soprattutto la vita che aveva sempre sognato che si scontrava con la vuota realtà di tutti i giorni. Immerso di nuovo nei suoi pensieri ripensando a tutto quello che era e non poteva essere, macinava kilometri e l’orologio segnava le 3.15, e con le ultime 5 Marlboro e quasi imprecava.

Si fermò,  da un lato la roccia della montagna e dall’altro uno strapiombo di 500 metri. Scese della macchina, si sedette sul cofano davanti. Stanco, assonnato e con un flebile speranza si teneva la testa tra le  mani e:

‘’tra un po’ sarà l’alba , e io non voglio tornare indietro,perché indietro non si torna, non si può. Ormai è finito tutto,non avevo più ragione restare in quel posto, alla fine mi era fidato di una persona e mi aveva tradito,ferito a morte la troia. Non ho più un cazzo di amico o tutti morti in qualche infame guerra e i pochi rimasti a combattere con i loro guai ‘’

‘’che fare?’’ si domandava incessantemente da quando si era dato alla fuga, come  un tarlo che gli bucava la mente in quell’istante ricordò una frase di  mamma Rose, gli ripeteva sempre per rincuoralo ‘’ qualunque decisione prendi è perfetta perché è la tua’’

Si rimise in macchina indeciso se fermarsi nel primo posto con un bel nome o proseguire fino a quando non restava a secco e mancava poco.

Una curva e poi un rettilineo e stava albeggiando e lui andava veloce, la coda dell’occhio andò sul ciglio della strada.  Là ferma c’era una ragazza sulla trentina,bionda, vestita alla moda  e con un’aria scazzata,provocatoria  e un po’ di speranza.

Jack tirò una frenata, mise la retromarcia e la raggiunse:

‘’ ciao dove vai?’’

–          ‘’ sei cretino o cosa? Non sai leggere il cartello?’’

‘’ io leggo L.A.S. o è il Laos o intendi Los Angeles! ‘’

con un sorriso di chi ti prende in giro e vuole provocarti

– ’Andavo di fretta, comunque è Los Angeles e io sono MaryJane’’

”diretta e senza peli sulla lingua, mi piace;  piacere Jack,  scappi o viaggio on the road?’’

–  ‘’metà e metà,tu”?  ”gli uomini tutti bastardi e senza palle’’  sussurrò

‘’potrei dire lo stesso di molte donne, comunque io scappo e vado di fretta’’

– ‘’allora potremmo andare d’accordo, tu dove saresti diretto?’’

‘’senza meta, ma ora che ho visto quel cartello credo che mi fermerò li,forse è un segno o voglio credere che sia così’’

Jack e MaryJane in un paio d’ore si raccontarono quasi tutta la loro vita, tra tradimenti,promesse non mantenute, fallimenti;  capirono che tra loro e benedetti dalla luce dell’alba era nato qualcosa, che andava più in là della semplicemente attrazione fisica o del momento.  Quelle esperienze fatte  lontano miglia e miglia di distanza, li faceva sentire vicini, simili,  che avevano qualcosa da dividere e sui cui ricominciare,e  per qualche strano  scherzo del destino si erano incontrati.

le mutandine rosa….

 

 

 

 

 

 

le mutandine rosa

nascondono il piacere

la tua mano che lo sfiora

i tuoi sensi che si esaltano

la tua pelle che gronda piacere,

calda color ebano dipinta di vita

il pensiero di lui…

un fremito di passione

la lingua tra le labbra

a godere, un orgasmo di passione

di piacere sapore di pesca

avvolta nel lenzuolo rosso

sognando lui e il suo sesso

 

Dream on

Jack finalmente quella sera era con  lei e tutto il mondo era fuori non esisteva , niente aveva senso fuori da quella stanza al 15 piano del Behind Hotel. Jack stava toccando il cielo con un dito,  l’aria era piena del profumo di Michelle, c’era profumo di primavera , di fragole e il canto degli uccelli nella testa di  lui.

Gli occhi si incrociavano c’era attrazione,tensione. Passò un attimo si strinsero in un abbraccio quasi da non riuscire più a respirare, si mordevano, si toccavano, si assaggiavano eccitati come un vulcano in festa. Si strapparano i vestiti di dosso e ed entrano l’uno nel paradiso dell’altro Jack in quel momento dimenticò di esistere di essere uomo si sentiva nulla e tutto fatto di roccia e di aria, una scarica di adrenalina gli percosse il corpo e inarcava sempre di più la schiena e andava verso Michelle. Lei era una dea coi suoi capelli ricci e biondi sembrava che ci fosse il sole su quel cuscino, stagliato negli occhi azzurro cielo, i seni si i seni erano due nuvole del pardasino belle,dure e soffici e il monte di venere era così caldo e dolce come le bocca dell’inferno,  e a Jack piaceva tanto avrebbe voluto rimanerci un eternità.  A Jack  una sola frase gli passava per la mente ‘’ “Non morire senza aver provato la meraviglia di scopare con amore”  e lui lo stava facendo.

Michelle si sentiva felice, ma con la paura di fare la cosa sbagliata, di darsi all’uomo sbagliato, ma ormai stava godendo e ci provava gusto non voleva smettere e non ci pensò più. Pensava a tirare Jack verso di sé e baciarlo,morderlo,assaggiarlo,cullarsi nel suo corpo,con quel caldo infernale gli odori che si mischiano, quando si diventa una cosa sola,quando si sta bene e ci si annulla in un’altra persona. Travolti da una passione e da dolori immensi crollarono abbracciati a terra,ridevano come ride solo chi fa l’amore con gusto e voglia,avevano il sorriso degli ebeti di chi è svuotato di tutti i più brutti pensieri,  e si è appena riempito della propria anima e la propria donata al tuo amore.

Si senti un urlo.

Un urlo di dolore era Michelle che implorava Jack di non morire,l’ambulanza correva verso l’ospedale mentre il medico provavo a rianimarlo , e 1,2,3 , di rianimazione cardiaca e nulla da fare, poi ci provarono con l’adrenalina ma niente. Michelle disperata sconvolta che gridava , implorava Jack di non crepare. Ma Jack non voleva saperne.

Jack stava vivendo il suo sogno e non voleva più  tornare indietro, voleva viverlo in eterno.

Jack alle 24 arriva cadavere in ospedale, viene tirato fuori dall’ambulanza con un’aria serena,quasi felice. Michelle distrutta accanto a lui che lo guarda e non riesce a credere a quello che vede, non si capacità.

Si sta dannando, alla fine se il suo migliore amico  è morto è per colpa sua,  la stava accompagnando a casa e ad un incrocio una macchina li ha presi in pieno,implorava Dio di farla morire, si era convinta che non meritava più di vivere non era degna.

In questo ammasso di pensieri, di pianti e di confusione e di nausea.

Squilla il cellulare di Michelle era un sms di Jack arrivato in ritardo ‘’ sai cosa è l’amore? È un’anima in due corpi’’ e ‘’ sai cos’è la tua felicità?  la mia felicità, se tu gioisci io gioisco, se tu piangi io piango’’. Fece un mezzo sorriso di tranquillità pensando al suo  amico stralunato,al suo fare stravagante, al suo essere diverso.  Lui che c’era sempre stato nel bene e nel male e che aveva condiviso immense gioie e immense delusioni; ripensando a tutto questo; Michelle sapeva nel profondo del cuore che Jack non avrebbe mai voluta vederla in quello stato,  non avrebbe accettato soprattutto se era per colpa sua, come al solito Jack gli avrebbe ripetuto se hai bisogno sai dove trovarmi.

codardo………

 

Miki si sentiva perso e smarrito come chi sa di averso perso l’anima, di averla tradita, fatta a pezzi, massacrata

e pensava e ripenasava a tutte le ore passate a parlare con lei.

a tutte le cose dette,taciute , scherzando con la verità sapendo che era così

Miki aveva rimorsi,nausea, tumulti dell’anima che lo stavano scavando dentro,

moti di nausea, di vomito, di paura, confuso e sconfitto.

voleva solo vomitare, e vomitare ancora fino a svenire , fino a svegliarsi

con la testa abbassata, persa nel vuoto, di chi sa che è sceso a patti con la propria coscienza

e si affligge punizioni

la domanda che rimbobava incessantemete nella mente di Miki era una e una sola

”quel giorno la mia coscienza  mi obbligava a dirle la verità, ma come facevo a distruggere quel sogno”?

e da ore infinite che  Miki vorrebbe finire nel profondo abisso dove vagano i codardi, in cerca di un senso

che non troveranno mai..