da Primavera all’inverno più freddo e buio per le donne Tunisine?

 

 

 

 

 

 

 

 

Le agenzie di stampa battono questa notizia:  La donna e’ ‘complementare’ all’uomo e non più ‘uguale’: e’ subito polemica in Tunisia, con le associazioni di donne sul piede di guerra, per un articolo della nuova Costituzione approvato da una commissione dell’Assemblea costituente. L’articolo stabilisce che ”lo Stato assicura la protezione dei diritti della donna, sotto il principio della complementarità con l’uomo in seno alla famiglia, e in qualità di associata all’uomo nello sviluppo della Patria”.se non fosse il 4 di Agosto si potrebbe pensare ad uno scherzo di cattivo gusto,fatto da qualche sessista tra i tanti in giro per il mondo,purtroppo non è cosi. Partiamo dall’inizio il 17 dicembre del 2010, un venditore ambulante 26enne Mohammed Bouazizi si dà fuoco a Sidi Bouzid, un paesino della Tunisia, è l’inizio  di rivolte che cambiano il volto del mondo arabo dall’Egitto al Marocco alla Libia. ma soffermiamoci sulla Tunisia,Paese da sempre legato all’Italia da stretti rapporti di amicizia e di affari. Dopo lo scoppio delle rivolta in Tunisia e la cacciata del tiranno Ben Ali avvenuta il 14 gennaio 2011 dopo 23 anni di regno, sembrava finalmente arrivato il momento tanto agognato di potere avere  libertà, diritti e democrazia, tanto attesi. ed infatti le rivolte furono battezzate come Primavera araba in Tunisia ribattezzata ”Rivoluzione dei Gelsomini”.  Dopo i primi facili entusiasmi  e manifestazioni di giubilo,che fecero toccare il cielo con un dito a tanti. si torna alla dura realtà di tutti i giorni c’era da riorganizzare un Paese dalle fondamenta. All’uscita di scena del Presidente Ben Ali, il 15 gennaio 2011, in base a quanto previsto dalla Costituzione tunisina, il Presidente della Camera, Mebazaa,giurava come  Capo dello Stato ad interim e conferiva  al Primo Ministro uscente, Ghannouchi, l’incarico di formare un Governo di Unità nazionale, era ancora un governo legato alle vecchia oligarchia. In febbraio, a seguito di violenti scontri , culminati in una grande manifestazione di piazza a Tunisi sfociata in nuove violenze (5 morti e vari feriti tra i dimostranti) e un sit-in di settimane presso la Casbah contro il governo.Ghannouchi, rassegnava  le proprie  dimissioni. Lo sostituiva Be’ji Caid Essebsi, ottantacinquenne avvocato con una lunga esperienza di governo durante l’epoca di Bourghiba che nei giorni successivi alla nomina provvedeva ad un rimpasto dentro il governo,dove erano presenti ancora uomini del vecchio regime di  Ben Ali.    Il Governo Essersi, doveva traghettare il Paese con una difficile condizione economica e sociale fino alle elezioni dell’Assemblea nazionale costituente (ANC) avvenute il 23 ottobre 2011. Le consultazioni si sono svolte in un clima di generale ottimismo ed entusiasmo,valutate positivamente anche dagli osservatori esterni. Eletti i deputati dell’Assemblea  Costituente, cui partito di maggioranza relativa  è  il partito ”Ennahdha”,di ispirazione islamica, dopo l’elezione  svela subito i piani politici e cioè di  elevare a rango costituzione la Shari’a  la legge coranica e l’islam  religione di stato .veniamo ad oggi 4 agosto 2012 lo scopo è raggiunto. viene inserita nella Costituzione Tunisina questo Articolo  ”La donna e’ ‘complementare’ all’uomo e non più ‘uguale”.con questa  sembrano venire tradite le aspettative di tante donne che riponevano mille speranze di libertà,uguaglianza,diritti e democrazia   nella rivoluzione dei Gelsomini. la Tunisia da paese moderato qual era,dopo la caduta di Ben Ali  e con l’avvento dei nuovi partiti  si avvia velocemente a diventare Paese islamico. Per un Nazione non c’è disgrazia maggiore quando la morale religiosa diventa morale civile, e quando si confondono peccati con reati. nelle democrazie occidentali questo fatto è superato da un po’. anche se l’Italia fatica. per favore non scambiamo tolleranza e accettazione verso i costumi di altre civiltà, accettando tutto, anche vilipendi contro la vita. i tiranni restano tiranni in qualsiasi parte del mondo. e non hanno ragione di esistere nel 2012. non difendiamo l’indifendibile.    Ora l’occidente in nome di quei valori, sopracitati, che ha fortemente  appoggiato e sponsorizzato queste rivoluzioni ha il dovere di intervenire per fermare le derive oscurantiste; se no ancora una volta si dimostrerà incapace di affermare quei valori che tanto sventola e tanto proclama in giro per il mondo.

 

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