Fecondazione assistita, Croazia-Italia 1 a 0

Mentre in Italia si continua ad alimentare il turismo procreativo e a negare diritti, nel caso specifico attraverso la legge 40, definita «legge-burqa» da Le Monde, nella “cattolica” Croazia viene approvata una nuova versione della legge sulla fecondazione medicalmente assistita. La legge è tra le più liberali e permissive in Europa perché, oltre al congelamento dei gameti maschili e femminili, consente anche il congelamento degli embrioni.
Il diritto alla fecondazione medicalmente assistita è garantito a tutte le coppie che non possono avere figli, incluse quelle di fatto, anche alle donne non sposate; restano purtroppo esplicitamente escluse le coppie lesbiche.
La precedenza è data alla fecondazione omologa, cioè all’uso di gameti prelevati all’interno della coppia. Il ricorso alla fecondazione eterologa, cioè l’uso di ovuli e gameti di donatori esterni, è permesso quando non è possibile utilizzare quelli dei futuri genitori o per evitare la trasmissione di malattie genetiche. È permessa anche la donazione di embrioni mentre resta vietata la maternità surrogata.

Questa legge nasce anche dal fatto che, secondo i dati del ministero della salute del paese della ex Jugoslavia, una coppia su sei in Croazia ha problemi di fertilità e la vecchia legge era limitativa poiché proibiva la conservazione degli embrioni.
Come al solito la Chiesa ha tuonato attraverso la Conferenza episcopale croata che definisce la legge «profondamente immorale e disumana» perché apre la porta «alla dissoluzione dei valori fondamentali del matrimonio e della famiglia».
A questa posizione fa eco il vicepresidente dell’Udc croata che rincarando la dose paragona la legge alle «tragedie umane dell’Olocausto e dei crimini del regime comunista». Il governo dal canto suo difende la legge dichiarando che si tratta di tutelare un diritto dei cittadini; chi vuole può avvalersene, chi la ritiene immorale non viene obbligato a fare nulla.
La Croazia fino al 1991 faceva parte del blocco sovietico, fino al 1995 è stata teatro di guerra e solo dal 2011 ha firmato il trattato per far parte dell’Ue.
L’Italia da 64 anni garantisce o almeno dovrebbe garantire la libertà, l’uguaglianza e il diritto alla salute secondo Costituzione. Mentre la Croazia corre per i diritti, l’Italia resta ferma al palo.
A questo punto, umiliato anche dai croati, il nostro Paese ha o no un serio problema di libertà, di sovranità di diritti?

Johnny Spata

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