Meno ipocrisia e più diritti

Legalizzare, regolamentare e tassare la prostituzione porterebbe un po’ di respiro nelle disastrate casse delle finanza pubblica, altresì sarebbe un toccasana per il decoro urbano. Ma il vero motivo è che regolamentare la prostituzione renderebbe sicuro “il servizio” sia per chi esercita la professione, sia per chi ne usufruisce; inoltre risolverebbe il problema sanitario nei bordelli improvvisati, senza nessun tipo di controllo igienico, ricettacolo di malattie contagiose più o meno gravi. Altro problema è la sicurezza fisicadelle prostituite, in balia a bande e delinquenti d’ogni tipo e dei clienti, quotidianamente vittime di rapine, di soprusi e di violenza fisica e morale, ricattate e sottomesse in qualsiasi, modo. Gli ultimi fatti di cronaca parlano di ragazze usate come merce di scambio in bische clandestine. Si sono accese le luci per un paio di giorni e poi di nuovo buio.

Legalizzare la prostituzione è un tema intoccabile in Italia, soprattutto da parte di quei politici moralisti della domenica buoni per la messa, che con logiche di repressione alla fine hanno risolto poco o nulla. Con ordinanze contro la prostituzione il problema si è solo spostato ai margini della città, o ha cambiato metodi. E poi si sa è immorale. Immorale a tal punto che da vari fatti di cronaca si è saputo che alcuni politici si accompagnano a professioniste del sesso. Non ci sarebbe nulla di scandaloso se non fosse vietato alla luce del sole e poi praticato nel buio della notte, con tanta ipocrisia.

In Germania la Prostitutionsgesetz (legge sulla prostituzione) del 2002 ha legalizzato il lavoro sessuale riconoscendo alle/ai professionisti del sesso il diritto all’assistenza, al trattamento pensionistico e previdenziale. In materia prevale la legislazione regionale e in alcuni Länder tali diritti e la prostituzione non è consentita e né riconosciuta. Gli obiettivi della legge sono migliorare la posizione giuridica e sociale di coloro che vendono prestazioni sessuali; migliorarne le condizioni di lavoro; eliminare la prostituzione illegale e il traffico; migliorare la posizione giuridica e sociale di coloro che vendono prestazioni sessuali e metterli in condizioni di cambiare lavoro se vogliono. E addirittura si permette ai clienti over 65 di scaricare la prestazione sessuale nella dichiarazione dei redditi.

Leggi simili ci sono anche nei Paesi Bassi, Austria, Svizzera. Per esempio in Austria chi vuole esercitare la professione lo fa in totale sicurezza in quando affitta le camere in un hotel dotato di sistemi di vigilanza e stretti controlli sanitari. Così come in Svizzera, dove la legge obbliga a dichiarare il proprio domicilio alla polizia e c’è una sorta di patente per chi “affitta camere” consentendo ai sindaci di vietare la prostituzione in strada. In Olanda la prostituzione è legale dal 1815, dal 2000 sono legali anche i locali in cui si esercita.

Di contro dove la prostituzione è vietata e criminalizzata aumenta lo sfruttamento, la violenza e il reddito delle varie mafie. Gli italiani che si accompagnano con i professionisti del sesso sono 9 milioni. Di recente, a causa della crisi, sono nati bordelli illegali e assolutamente non controllati. Non sarebbe ora di tutelare anche questa professione con diritti e doveri a norma?

One thought on “Meno ipocrisia e più diritti

  1. driuorno ha detto:

    Reblogged this on BABAJI and commented:
    PROSTITUTIONGESETZ IN DEUTSCHLAND

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